Era uscita da poco dall'istituto Ashford, tanto che aveva ancora
nella testa le risate dei suoi amici del Comitato Studentesco.
La bella Millay oggi aveva avuto una delle sue solite idee brillanti:
aprire un consultorio per i rapporti di coppia, cosa che aveva subito
fatto diventare rossa Shirley, quando il Presidente aveva proposto
di fungere come prima cavia per sperimentare quanto fossero ferrati
sull'argomento 'problemi di coppia'.
Ogni giorno era sereno in quella sua vita da studentessa modello
nell'Istituto Ashford.
Quella sua seconda vita, giacché la sua prima vita era quella
di Karen, il membro dell'Ordine dei Cavalieri Neri, braccio destro
di Zero, il loro condottiero mascherato.
Stava tornando a casa, dopo essersi cambiata d'abito nello spogliatoio
femminile dell'Istituto, indossando qualcosa di più casual
dell'uniforme studentesca, come un pantaloncino al ginocchio e una
camicia vinaccia. I capelli sciolti e l'espressione fiera sul suo
viso, mentre stava scendendo le scale della metropolitana.
Attese qualche minuto e si preparò all'arrivo del treno, preannunciata
dal rumore stridente della motrice sulla monorotaia.
Era un treno che prendeva spesso.
Partiva dai quartieri studenteschi, passando dal ghetto fino a giungere
nei quartieri abitati dai nobili britanni degli insediamenti.
Nonostante fosse utilizzata anche dai britanni, la stazione era in
uno stato di semi-abbandono, senza servizi di pulizia o di riparazione
che non c'entrassero strettamente con le locomotive o i binari.
Attese dietro la grossa linea gialla disegnata sul terreno, senza
neppure ascoltare la voce registrata dell'altoparlante che annunciava
l'arrivo del treno in stazione, guardando la poca gente con lei prendere
le distanze, attendendo di salire sul treno.
Le porte automatiche si aprono senza che debba spingere il pulsante
illuminato sulla portiera destra. Nessuno sembra seguirla all'interno
del vagone nonostante abbiano visto attraverso i finestrini che sono
passati davanti a loro poco prima, che è vuoto.
Si sente osservata.
Non è vestita abbastanza male da sembrare una giapponese e
gli altri considerandola una britanna la tengono alla larga, non vogliono
averci a che fare.
Entra nel vagone e mentre le porte si chiudono è completamente
vuoto, finché non s'accorge di lui.
Seduto al centro dei sedili alla sua destra, sta leggendo un libro
con la testa china sul piccolo volume. Dall'esterno sembrava vuoto
perché il giovane era chinato. Riconosce quei vestiti. Una
giacca di pelle, un jeans un po' usurato e con qualche strappo e una
maglietta nera.
Il suo capo corvino non si alza al suo passaggio, come se neppure
l'avesse notata, ma lei l'ha visto e la sua figura gli provoca uno
spiacevole fastidio.
Fa un passo indietro, cercando d'uscire, ma le porte si sono già
chiuse e il treno riprende la sua corsa.
Karen si siede composta difronte a lui e a quel punto se ne accorge.
Sta dormendo.
Che fortuna, non dovrà sorbirsi un qualche discorsetto ironico
o chissà che altro.
Aspetta che il treno arrivi nella sua stazione a sette fermate da
lì, e intanto prega che Lelouch non si svegli.
Tre fermate più tardi, nel bel mezzo del ghetto, il treno
si blocca improvvisamente.
'Passeggeri del treno, qui sono i membri del Sangue di Samurai che
vi stanno parlando.' proviene dagli altoparlanti che solitamente avvertono
a che stazione si sta arrivando e quale sarà la prossima stazione
'I nostri compagni passeranno di carrozza in carrozza e tutti i britanni
che verranno trovati saranno presi in ostaggio per essere scambiati
con dei nostri compagni favorevoli alla rivoluzione, che marciscono
nelle carceri di Britannia. Non fate scherzi e andrà tutto
bene.'
Un rapimento.
'Che idioti.' pensa Karen 'Non otterranno mai niente con sistemi simili.
Be', poco male, dirò d'essere un membro dell'ordine dei Cavalieri
Neri e mi lasceranno andare.' poi osservò il ragazzo che si
stava svegliando dal torpore del sonnellino causato dal treno 'Ma
Lelouch? E' un britanno e se lo meriterebbe ma un po' mi farebbe pena...
per Shirley...'
"Cos'è accaduto?" le chiese stropicciandosi gli occhi
e chiudendo il piccolo tomo per poi infilarlo in una delle tasche
interne della giacca.
"E' un attentato terroristico... più o meno... Hanno intenzione
di rapire tutti i britanni per poi scambiarli con i loro compagni
arrestati dalla Britannia." osservò il viso del giovane
che aveva di fronte. Non sembrava teso, ma quasi annoiato, forse irritato
d'esser stato svegliato improvvisamente per una simile sciocchezza
da Eleven. Era certa che nella testa di Lelouch non c'erano i giapponesi
ma gli Eleven.
'Dopotutto è solo un britanno con la puzza sotto al naso, come
molti altri.' pensava 'Certo, è un bel ragazzo e con sua sorella
è dolcissimo, ma con il resto del mondo è freddo quanto
un iceberg.'
"Allora?" le fece alzandosi improvvisamente e andandole
incontro.
"Allora cosa?" rispose lei, abbastanza stupita dal suo comportamento.
Aveva visto tanta gente trovarsi in situazioni simili, catturati in
un attentato o persino a rischio della vita. Nessuno sarebbe stato
tanto freddo e menefreghista in un momento simile. Nessuno sano di
mente.
"Non ci tengo proprio a farmi prendere in ostaggio. Tu che vuoi
fare?" le chiese con la stessa calma con cui poteva chiederle
di spostarsi più in là perché le faceva ombra,
mentre stava prendendo il sole.
"Io? Non so..." c'aveva pensato. Avrebbe potuto anche affermare
di far parte dell'Ordine, ma avrebbero certamente messo in dubbio
la cosa, inoltre come avrebbe potuto affermarlo di fronte a Lelouch?
Era una situazione difficile "Tu cosa proponi?"
"Per prima cosa usciamo di qua." si diresse verso il portellone
ruppe il vetro accanto e tirò fuori la manopola che permetteva
l'apertura d'emergenza delle portiere.
Il ragazzo fece un po' di sforzo sulla leva, ma non riuscì
a smuoverla di un millimetro.
"Kallen!" le disse indicando la grossa sbarra di metallo
"Dammi una mano, così faremo prima." e mise le mani
sulla sbarra.
Karen era un po' imbarazzata, ma sembrava che Lelouch avesse capito
che quella della ragazza debole dalla salute cagionevole fosse solo
e soltanto una facciata.
Mise le mani su quelle del ragazzo e cominciarono a girare la leva.
Prima faceva resistenza, probabilmente a causa del cattivo stato di
manutenzione, ma poco alla volta, riuscirono a farla girare e le portiere
prima s'aprirono timidamente e infine si spalancarono.
"Bene. Andiamo." il tunnel era completamente buio "Dammi
la mano." le toccò una spalla "Andando avanti a tentoni
non riusciremmo ad andare troppo lontano. E' meglio tenerci a contatto,
così da non poterci perdere ed aiutarci a vicenda in caso uno
dei due perda l'equilibrio."
Lei gli prese la mano nella sua, restando un po' perplessa da quella
situazione.
Stava scappando in un tunnel da un gruppo di gente, che probabilmente
era sua alleata, mano nella mano con un britanno, un suo nemico.
In poco tempo i loro occhi s'abituarono al buio e iniziarono ad andare
più spediti, finché non raggiunsero la stazione successiva.
"Non ci voleva!" disse Lelouch tra i denti.
"Cosa?" lo spronò Karen.
"Probabilmente ce ne sono acnhe qui, in attesa dei loro compagni."
le fece cenno di far silenzio, mentre stava per parlare "Andrò
avanti io. Se tutto è a posto farò un fischio."
"Ma Lelou..." stava per riempirlo di parolacce. Cos'è,
voleva fare il figo davanti a lei? Era meglio se stesse buono e lasciasse
fare a lei.
"Non basta Shirley? Ora ti ci metti anche tu a chiamarmi così?"
le sorrise, il suo tipico sorrisino da sberleffo "Lascia stare."
e salì i gradini fino a saltare il piccolo cancelletto che
impediva di scendere nel tunnel.
'Che stupido! Ora finirà come minimo catturato...' Karen non
poneva in Lelouch la minima fiducia, come in un qualsiasi altro britanno.
Si credevano cissà chi solo per via di un bell'aspetto e magari
della ricchezza o della posizione sociale, ma messi di fronte a un
problema concreto non sapevano far altro che tremare o voltare le
spalle.
Eppure qualche minuto dopo sentì un fischio provenire dalla
stazione.
Saltò anche lei il cancelletto, facendo attenzione a guardarsi
intorno.
Non c'era nessuno.
"La metropolitana sarà inagibile per un po', quindi ci
tocca andare a piedi." fece il ragazzo che era riuscito nel suo
incarico unicamente perché non c'era nessuno dei Sangue di
Samurai all'interno della stazione. La sua opinione dei britanni non
cambiò affatto. Erano esseri inutili e pusillanimi che si facevano
scudo nella loro vigliaccheria con parole come vittoria e tecnologia
superiore.
"Ti accompagno a casa." disse Lelouch freddo. Non si stava
proponendo di accompagnarla, aveva già deciso che l'avrebbe
fatto.
"T... ti ringrazio, ma..." Lelouch la spinse contro il muro.
Sentirono dei passi per le scale che scendevano verso di loro e un
vociare di persone.
"...stanno per arrivare..." la voce allegra di un ragazzino.
"I nostri compagni saranno liberi grazie a..." era la voce
di una ragazza.
"Non ci lasceremo intimidire." la voce ferma di un uomo.
"Ora stai al gioco e non fare mosse avventate." le infilò
un ginocchio tra le gambe, inchiodandola al muro, mentre la mano destra
gli scivolò sul seno dell'amica.
"Ma che diavolo stai...?!" stava per gridare, completamente
infiammata dall'imbarazzo di una situazione simile.
Lui la baciò sulle labbra, sigillando quelle parole nella sua
mente.
Riusciva a sentire il suo respiro calmo e le sue calde labbra umide
sulle sue, una delle sue mani le carezzava il viso e l'altra il seno.
Nonostante una cosa simile dovesse farle schifo, era la prima volta
che veniva baciata da un ragazzo in maniera seria e trattata come
una ragazza.
I tre passarono di fronte a loro, riservando loro solo un occhiata
di sfuggita e borbottando qualcosa.
Una volta che furono lontani, Lelouch lasciò la presa sulla
ragazza.
"Andiamo!" le disse, come se non fosse successo nulla.
SCIAF!
"Sei... sei... riprovevole!" gli strillò in faccia
dopo avergli assestato uno schiaffo.
Il ragazzo le sorrise, massaggiandosi la guancia sinistra "Stupida!
Se non l'avessi fatto saremmo stati presi in ostaggio." fece
per restituirle lo schiaffo, e lei era pronta a spezzargli il braccio
una volta che fosse giunto abbastanza vicino.
Ma lui non la colpì.
"Siamo nella tana del gatto e non ho intenzione di fare la fine
del topo. Per loro sia tu che io siamo soltanto merce di scambio.
Se non t'avessi coperto, ci avrebbero preso. I giapponesi di solito
hanno i capelli scuri, quindi in quella posizione era più difficile
scorgerti e insospettirsi." era una spiegazione lineare. Ma quanto
di quello che aveva detto era vero e quanto inventato al solo scopo
di giustificare quel bacio?
Il suo primo bacio!
"Mi dispiace..." disse col viso paonazzo.
"Lascia stare. Sai come si fa a venir fuori di qui?" stava
fissando le scale.
"Qui accanto dovrebbe esserci un'altra linea, forse hanno preso
di mira solo questa." suggerì.
Una volta giunti in superficie Karen chiamò la polizia, notificando
la rappresaglia alla stazione metropolitana. Le dispiaceva vendere
dei compagni, ma alla fine si trattava solo di terroristi, il suo
gruppo, l'Ordine dei Cavalieri Neri era una struttura diversa e creata
per scopi ben più elevati degli stupidi screzi da terroristi.
Una volta chiamate le autorità Lelouch sembrò rabbuiarsi.
"Sarebbe meglio far ritorno all'Istituto, prima che la situazione
peggiori." suggerì.
La prese per mano, la stessa mano che le aveva palpato il seno pochi
minuti prima, e scesero lentamente le scale, rimanendo in attesa,
spiando dalla soglia delle scale la stazione vuota, finché
non giunse il treno.
Più ci pensava e più le sembrava che quella piccola
avventura fosse stata tremenda.
"Sarebbe meglio..." provò ad accennare.
"...non dire niente agli altri? Sì, sono d'accordo."
e riprese a leggere il suo libretto sfilato dalla tasca interna della
giacca, con la stessa espressione arrogante di sempre, come se niente
fosse. Quella flemma che lo contraddistingueva diceva qualcosa a Karen.
'Lui non è come tutti gli altri britanni.'
"Lelouch, non odi gli Eleven per quello che fanno?" chiese
a bruciapelo.
"Per me possono far quello che vogliono. Non sono favorevole
all'andamento politico attuale della Britannia. Inoltre, non possiamo
farci niente. Non si possono controllare le azioni del prossimo con
la tirannia." le rivolse sempre quel suo sorriso freddo.
"Sì, non possiamo farci davvero niente." e i suoi
pensieri corsero a Zero che sosteneva l'opposto. Avrebbero cambiato
il mondo, iniziando dal Giappone. Avrebbero fatto guerra alla Britannia
e avrebbero vinto.
"Kallen. Fai più attenzione quando vieni coinvolta in
simili incidenti." le disse con sarcasmo "La prossima volta
scappa dall'inizio e non mostrare incertezze." e poco dopo scesero
alla fermata dell'Istituto.
Sapeva che Lelouch aveva un potere speciale, quello di riuscire a
farla irritare ogni volta che aprisse bocca.
Eppure un po' anche quello le piaceva.
Lelouch in fondo in fondo le piaceva.
Fine.
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