Purtroppo
pare proprio che martedì 17 giugno si sia conclusa
l'anime night di mtv.
Presenza fissa su mtv da ormai oltre 8 anni, l'anime night
(anche se sicuramente la conoscete tutti) era uno spazio nel
martedì sera (dalle 21 alle 22:30) interamente dedicato
all'animazione giapponese, in cui venivano trasmessi 3 episodi
di 3 serie...continua>>
Fate/Stay Night capitolo 1
Release del: 01/07/2008
Un
ragazzo viene coinvolto in una guerra tra maghi chiamati
"Masters" non sapendo ancora la natura del
conflitto al quale sta inconsciamente prendendo parte...
:: Wing ZERO :: Tutto su Anime e Manga // Version 3.0 //
Il principe nero e la strega bianca
"C'era una volta una giovane chiamata..." la ragazza stava
leggendo ad alta voce, sdraiata sul letto. Indosso non aveva nulla,
solo il lenzuolo scuro le copriva la pelle candida, mentre leggeva
un libro illustrato ad alta voce, come fosse la prima volta che ne
prendesse uno tra le mani e non sapesse che quel genere di storie
erano riservate ai bambini molto piccoli.
"C.C." disse l'uomo seduto alla scrivania accanto al letto,
senza neppure voltarsi verso di lei "Che stai facendo?"
sembrava irritato dal comportamento infantile della giovane.
Lei lo stava fissando, ma lui non se ne curava, l'espressione sul
viso della giovane era neutra.
Tutto il tempo che aveva passato su questo mondo non aveva giovato
ai suoi sentimenti, piu' il tempo passava e piu' le sue espressioni
scemavano.
Il suo scopo presto o tardi sarebbe stato raggiunto, ma la verità
era un'altra.
Da quando aveva preso contatto con questo nuovo utilizzatore di Geass,
aveva pian piano ripreso a provare quei sentimenti che una volta sembravano
così vicini.
La vicinanza di quel ragazzo che stava mettendo in gioco la sua semplice
vita da bravo ragazzo per poter ottenere la sua vendetta era qualcosa
di strabiliante, certo non per lei che aveva visto tradimenti ben
peggiori nelle pieghe del tempo.
Quando le parlava con quel tono un po' irritato provava una punta
di ilarità e non desiderava altro che pungolarlo un altro po'.
"Sto leggendo un libro, non lo vedi da te?" gli rispose,
spostando i lunghi capelli smeraldini.
La risposta a tono della giovane non fece la benchè minima
impressione al ragazzo, che continuava a battere ritmicamente sulla
tastiera del suo portatile, come se nulla fosse. Poi dopo un po' s'accorse
che C.C. lo stava fissando, con la testa girata poggiata sul cuscino,
sempre sdraiata sul letto "Che c'è?" le fece.
"Che stai facendo di interessante?" chiese con un tono privo
di interesse.
"Sto stilando una lista dei riservisti che abbiamo da poco incluso
nei nostri ranghi. faranno parte di piccole cellule che invieremo
all'interno delle varie città, in maniera che, durante il conflitto
finale che avverrà a breve, si possa raggiungere il massimo
del risultato in breve tempo." ogni volta che lo sentiva parlare
aveva un breve sussulto al cuore, come una carezza. Certamente non
era amore. Non ancora per lo meno.
Ma era qualcosa che s'avvicinava molto a quel sentimento, e per una
donna come lei era già tanto "E tu perché stai
leggendo una favola per bambini?"
"Perché mi andava." a quella risposta lui sorrise,
come faceva sempre.
Una risatina, ma non di divertimento o di derisione, più che
altro un misto tra le due, come se con quella risatina intendesse
dire 'Proprio la risposta che m'aspettavo'.
Riprese "C'era una volta una giovane chiamata..."
"C.C." ripetè la voce di Lelouch, il giovane principe
privo del suo titolo e dei suoi diritti ereditari.
"Che altro c'è?" fece la ragazza osservandolo, ora
supina, con il libro ancora tra le mani.
"Nulla, semplicemente suonava bene come inizio di una storia,
'c'era una volta una giovane chiamata C.C.', non credi?"
La stava prendendo in giro?
Il suo viso non sembrava quello dispettoso e crudele dei primi giorni
di convivenza forzata. Perché era quello che era stato, una
convivenza forzata, con la loro complicità nel voler spodestare
una nazione dei suoi territori come come legame che li unisse.
Prese la palla al balzo e continuò facendo finta di leggere
la storia "La giovane era una strega bianca, proteggeva la natura
e comandava attraverso le sue leggi."
"Costei un giorno, mentre volava sulla sua scopa magica,"
continuò il ragazzo, facendo un sorriso caldo, uno di quelli
che spesso la ragazza vedeva rivolti a Nunnally, la sua sorellina
amabile e gentile sulla sedia a rotelle "finì sbandata
via dal vento, crollando svenuta per terra dopo una brusca caduta.
A raccoglierla dal terreno fu un principe nero, senza regno e senza
cavallo."
"Quando il principe ebbe aiutato la strega," disse C.C.,
questa volta fissandolo negli occhi "questa per ringraziarlo
gli donò un cavallo nero, dicendolo che questo l'avrebbe potuto
portare ovunque lui avesse desiderato." attese che il ragazzo
continuasse la storia in quel loro piccolo giochetto infantile.
"Il principe prese l'occasione tra le mani e salito in groppa
al cavallo disse alla strega che se davvero poteva portarlo ovunque
volesse, lui desiderava far ritorno al suo regno e riprendere quello
che gli spettava." questa volte sul suo viso lesse un po' di
malinconia.
"E la strega fu di parola, ma in cambio del cavallo..."
sentì bussare.
"Zero?" era la voce della rossa.
"Un attimo." disse soltanto, poi si infilò i guanti
e infilò il casco, alzando la mascherina sulla bocca. Aprì
la porta.
"Volevo chiederti..." intravide C.C. che giocava nuda sul
letto, con il libro di favole, la strega dai capelli verdi fece finta
che l'avesse vista in quella condizione per caso. S'era sentita infastidita
dell'interruzione di Karen, e per questo aveva avuto la sua piccola
soddisfazione nel farsi vedere volutamente in quella condizione.
Lei sapeva che Karen nutriva un sentimento diverso dal rispetto del
proprio comandante nei confronti di Zero e la cosa in parte la infastidiva
e in parte la divertiva.
"Come si puo' amare una persona che non hai mai visto in volto?"
s'era detta più di una volta, riflettendo su quella situazione
"Bisogna essere completamente stupidi."
Quando Karen, turbata da quella visione sfuggente si fu allontanata,
C.C. fece una risatina che indispettì Lelouch.
Il giovane s'era tolto la maschera non appena le porte s'erano chiuse
"Ti diverte così tanto giocare a questo modo con le persone?"
quello che le stava rivolgendo era il sorriso velenoso e freddo.
"Sì." disse atona, aspettandosi una reazione del
suo interlocutore.
Nulla.
Si volto' verso il computer e continuò a stilare la sua lista.
"Forse vorresti rendere vere le voci sul nostro rapporto?"
spostò il lenzuolo, scoprendo il seno destro.
Una cuscinata le colpì piano il viso "Non dire fesserie
e datti una mossa a vestirti. Tra breve vorrei fare un giro con il
Gawain per testare le ultime modifiche che ha fatto la dottoressa
Rakshata."
Lei sorrise per un attimo appena.
Il contatto con quel ragazzo giovava ai suoi sentimenti, che pian
piano tornavano a manifestarsi sulla sua persona.
Indossò la divisa bianca, una copia quasi identica della divisa
di Zero, ma di colore completamente opposto. Eppure era proprio questa
loro contrapposizione ad avvicinarli così tanto. Non c'e' luce
senza ombra o mattino senza notte. Ora era meglio non farlo arrabbiare
e salire sul Gawain. Poi avrebbero continuato il loro discorso.