'Cosa è stato veramente?
Io non lo saprei dire.
Ho vaghi ricordi di quei momenti.
L'odore del sangue.
L'odore della mamma.
Le persone che mi vogliono bene.
Le persone a cui voglio bene.
Mio padre.'
PAT!
"Ahi!"
"Baka-Shinji, già con la testa fra le nuvole di primo
mattino?" Asuka gli piombò da dietro con una pacca che
di amichevole aveva ben poco.
"No è che..." fece lui.
"Tsk! Che espressione orrenda che hai a prima mattina. Ora spostati
che devo andare in bagno." il ragazzo si spostò facendola
passare.
Nella sua mente era ancora un po' confuso e quella mattina stessa
sarebbe dovuto andare da Ritsuko-san per un controllo.
Forse era naturale dopo tutto quello che aveva passato.
Era rimasto chiuso per più di un mese all'interno di un Eva
e non aveva ricordi chiari della cosa, se non tramite i filmati di
controllo della Nerv che a lui però sembravano tanto distanti
quanto un film straniero.
"Buon giorno." la voce di Ayanami dall'uscita della metropolitana.
Da quando era stato tratto in salvo dall'Eva lei era diventata diversa,
piu' gentile.
Ricordava vagamente di averla vista piangere, aggrappata al corrimano
nella zona superiore all'hangar dov'era contenuto lo 01.
La prima volta che l'aveva rivista chiaramente era in un letto d'ospedale.
Ogni volta che finiva in ospedale lei veniva a vegliarlo.
"Sai, saresti un ottima infermiera." gli disse una volta,
sorridendole.
Lei arrossì a quel complimento e boffonchiò qualche
parola d'assenso "S..sì, forse..."
Ora era lì, di fronte a lui, che gli tendeva la mano.
Non ne conosceva il motivo, ma quel palmo bianco aveva già
magnetizzato l'attenzione dei suoi sensi e la prese senza pensarci
due volte.
"Sai, ti trovo cambiata da un po' di tempo a questa parte."
fece lui, mentre si dirigevano a scuola mano nella mano.
"Trovi la cosa strana? Spiacevole?" subito lei si preoccupò
ritraendo la mano dalla sua.
Il ragazzo la trattenne con la sua "Affatto, è come se
il mio cuore sia sempre al caldo sotto una coperta quando sono con
te." lei arrossì ancora, cosa che non poteva nascondere
giacché sulla sua carnagione chiara si notava immediatamente.
"I piccioncini già a quest'or... ma che..." Kensuke
raggiunse i due incredulo "Ma tu non facevi il filo a Soryu?
Ah! Chi ti capisce e' bravo..."
"Ma che stai dicendo? Io e Ayanami..." la ragazza gli strinse
la mano un po' più forte per qualche secondo, come una contrazione
improvvisa. Shinji la notò e si voltò verso di lei,
che era ancora più rossa.
"Vedi?" disse Kensuke esaminando il volto della ragazza
"E' come dicevo io... be' ci vediamo a scuola, non vorrei mai
disturbare questi momenti romantici..." sorrise dicendo tra se'
"...visto che potrebbero finire da un momento all'altro."
"Shinji," disse Rei sotto voce, quasi non volesse farsi
sentire dal mondo "quello che hai detto prima..."
"Che sei cambiata?" fece, mentre riprendevano a camminare.
"Ecco, volevo parlarti di questo. Non sono io a essere cambiata."
ascoltò le parole ma non riuscì a comprendere il significato.
Stava per chiedere spiegazioni quando Asuka piombò in mezzo
a loro, spezzando l'intreccio delle loro mani.
"Hey! Che state facendo così appiccicati?"
"Niente." si scusò prontamente Shinji.
"Di quella cosa, te ne parlerò più tardi."
promise Rei.
"Di cosa?" la curiosità apparve sul viso della rossa.
"Nulla, una cosa senza importanza." fece Shinji, schermandosi.
Ed Asuka continuò a tormentarlo quasi per tutto il giorno,
fino a quando l'intervallo non spezzo' la routine e il ragazzo ebbe
modo di parlare con Rei.
"Quello che volevo dirti..." comincio', non appena furono
soli "...è che..."
"Ah... oddio... è la mia prima volta..." disse Shinji
imbarazzato, aspettandosi una confessione d'amore.
"No, quello che volevo dire è..."
"ATTENTOOOOOOOOOOOO!" una voce arrivò da dietro e
quando Shinji si girò istintivamente verso la fonte del suono
la piccola pallina da baseball stava già per colpirlo sulla
fronte.
Chiuse gli occhi istintivamente.
Nulla.
Aprì gli occhi stupefatto.
La pallina era per terra qualche metro più in là.
Il ragazzo che aveva gridato s'era avvicinato "Ti sei fatto male?"
"No." rispose laconico Shinji.
"Per fortuna." raccolse la palla dal terreno e tornò
verso il terreno di gioco.
Shinji si volse verso la First Children "Cos'è successo?"
"E' proprio quello di cui volevo parlarti!" disse Rei, raccolse
un sasso da terra e lo passò a Shinji, che lo raccolse al volo
"Lancialo contro di me con tutta la forza che hai."
"Ma che stai dicendo?!?" il ragazzo si stupì della
richiesta folle di Ayanami "Non potrei mai fare una cosa simile."
"Fidati." il volto di Rei era serio, come non lo era da
tanto.
"Va bene..." il ragazzo pero' mirò in modo da non
colpire la ragazza, a qualche decimentro all'altezza della testa "Sei
pronta?"
"Quando vuoi, lancia pure!" la determinazione e una strana
quiete si riusciva a percepire da lei.
"PRENDI!" gridò, mentre lanciava con tutta la forza.
Il sasso andò dritto verso il punto in cui aveva mirato, ma
Ayanami si spostò verso quel punto e la pietra le avrebbe sicuramente
colpito la fronte.
Shinji rimase stupito nel vedere la reazione fisica dell'oggetto.
Colpi' l'aria a qualche centimetro dalla fronte della ragazza e cadde
per terra, come se avesse incontrato un muro d'aria.
"E' questo che è successo anche a te, prima." il
ragazzo era pietrificato.
"Qu... quello e...era u...n..." stava per dire.
"Sì." e s'avvicinò piano a lui.
"T...u... sssei..." continuò.
"Sì. Io e te. Noi siamo..." il ragazzo svenne.
Il calore del seno della mamma.
L'odore della mamma.
La voce candida della mamma, la prima dolce musica.
Il sapore del latte materno.
Il viso sorridente della mamma.
"Shinji." il viso preoccupato di Ayanami.
Il ragazzo era steso sotto un albero, col capo appoggiato alle gambe
della First.
"Io... cosa m'e' successo?" si alzò piano.
"Hai avuto un mancamento, ora stenditi." lo fece riappoggiare.
Il tempo era bello e la brezza che soffiava facendo frusciare le foglie
e creando giochi d'ombra sotto gli alberi era rilassante.
"Prima..." cominciò a ricordare di poco fa.
"Ascolta attentamente." lo fermò Rei "Noi siamo
umani eppure non lo siamo. Per questo non dobbiamo temere la nostra
natura. Dopotutto questa forma umana ci è propria." lui
la ascoltava in silenzio, lasciandosi trascinare da quelle parole
"Io e te. Era questo che volevo dirti. Il primo ad essere cambiato
sei stato tu. Quando sei uscito dall'Eva. Sei diventato un essere
superiore, un angelo, anche se non ne provi consapevolezza e questo
aspetto di carne e ossa dissimula la vera natura della tua essenza."
"Io, un angelo." alzo' la mano verso il sole che filtrava
tra le foglie, ne osservò attentamente il dorso e il palmo,
ma non ne riscontrò differenze da prima.
"Io ancora non avevo consapevolezza della mia esistenza e della
mia vera natura. E' stato al tuo risveglio nel letto d'ospedale che
qualcosa si è mosso nel mio animo." portò una mano
al petto "Quella cosa incerta che prima sentivo verso di te era
cambiata, trasformandosi in certezza assoluta." Shinji continuava
ad ascoltarla, rapito dalla lunga conversazione che stava facendo
"Noi due eravamo simili. Esseri unici. Non in quanto persone,
ma in quanto esseri a sè. Ho sempre evitato il contatto con
gli altri perché in cuor mio sentivo di non potermi comprendere
davvero con altre persone, proprio perche' non erano della mia stessa
razza." abbassò lo sguardo verso di lui "Ho sentito
in quel momento che io e te eravamo simili, creature unite dalla medesima
provenienza. Ed è stato poco dopo che mi sono accorta che ti
amavo, fratello mio." lui venne rapito dal bacio che la ragazza
gli riservò.
Le sue labbra erano calde, umide, come il seno della mamma.
Shinji comprese.
Sentì anche lui quella verità.
Ora era veramente diverso.
Diverso da Misato-san.
Diverso da Asuka.
Diverso da suo padre.
Ora faceva parte di un altra famiglia.
"Cosa faremo? Se dovessero scoprire la verita'..." si preoccupò
subito di dire non appena il contatto tra le loro labbra cessò.
"Per ora facciamo finta di nulla e comportiamoci normalmente.
Finchè non svilupperemo un Field eccessivo, non potranno individuarci."
"Ma se dovessero?" chiese timidamente il ragazzo.
"Allora io dovrò combattere. Non voglio che il nostro
legame si spezzi." Shinji rimase stupito da una simile risolutezza.
"Io... sarò con te."
"Bene. Ora dobbiamo solo attendere. Un altro fratello in sembianze
umane sta per raggiungerci. Fra un po' saremo riuniti." disse
lei, mentre si rialzavano.
"Aya... Rei?" disse il ragazzo chiamandola per nome per
la prima volta.
"Sì?" gli rispose, con un lieve sorriso.
"Siamo cambiati entrambi. Forse in meglio." poi si fermò
a riflettere "Non ci lasceremo mai?"
"Il nostro legame durerà anche dopo la vita." rispose
lei, sicura delle sue parole.
"Ti voglio bene." le sorrise.
"Anch'io." gli sorrise.
Tsuzuku...