"Sono tornata. Shinji, sei a casa? Volevo parlarti di..."
Misato rientrò di fretta in cucina, mentre si toglieva l'elastico
dai capelli, lasciando cadere la sua criniera sulle spalle "Ah...
non credevo che il piccolo Shin-chan..."
"Misato-san, questa è Reiko-san. L'ho incontrata oggi alla
Base e mi ha accompagnato a casa." sapeva che quel che stava dicendo
non era una menzogna, ma solo una mezza verità, per eliminare
eventuali sospetti dalla mente di Misato.
"Oh... Molto piacere." fece un inchino, mentre Reiko si alzò
piano e contraccambiò al saluto della donna.
"Il piacere è mio."
"Stavamo parlando un po' di come vanno le cose. Volevi dirmi forse
qualcosa, Misato-san?" chiese incuriosito dall'espressione maliziosa
della donna.
Misato s'avvicinò all'orecchio di Shinji e sottovoce gli disse
"Non credevo che ti piacessero così adulte... eppure con
me non ci hai mai provato." e sbottò a ridere.
"Non prendermi in giro." fece, senza mostrare segni di imbarazzo,
ormai quelle erano cose passate.
"Questa sera esco e starò fuori fino a tardi." mentre
parlava si diresse verso la sua stanza aprendo lo shoji* e richiudendolo
dietro di sè, per nascondere la confusione che nella sua stanza
regnava sovrana "Non uscire di casa, perché mi ha chiamato
Asuka e m'ha detto che s'è scordata la chiave magnetica."
"Va bene." disse come se niente fosse.
Dopo qualche minuto, Misato uscì in mutande e canottiera e si
diresse in bagno.
Shinji e Reiko, continuarono ad assumere lentamente il the verde caldo.
Dopo altri minuti e rumori d'acqua corrente e sciacquettii vari, Misato
rientrò nella sua stanza e quando ne uscì era veramente
tirata a lustro, con un magnifico tailleur rosso, un trucco perfetto
che le impreziosiva il già bel volto e la sua croce bianca attorno
al collo.
Shinji non sapeva perche' portasse quella croce, non ricordava d'averla
mai vista andare in chiesa o pregare, eppure ovunque andasse portava
quel piccolo accessorio con se.
"Domattina non mi svegliare, lasciami la colazione nel micro-onde."
alzò la mano in segno di saluto "E' stato un piacere conoscerti
Reiko."
"Anche per me." le sorrise.
Il resto della serata lo passarono seduti l'uno accanto all'altra,
sul grande divano davanti alla televisione. C'era un drama particolarmete
triste sul rapporto difficile tra una madre e un figlio separati alla
nascita. Il reincontro di fine storia dei due, lasciò entrambi
in lacrime.
Quando poi s'accorsero che anche l'altro stava piangendo, scoppiarono
a ridere, cercando di asciugarsi le lacrime.
"Non era un granchè come storia e interpretazione, però
non so perché mi abbia commosso." disse il ragazzo, schermandosi.
"Forse non era l'interpretazione che è riuscita a parlare
al tuo cuore." disse la donna ponendo la mano destra sul petto
del ragazzo.
"Sai..." si confessò, stringendo la mano della donna
"Io non ho molti ricordi di mia madre. E' morta quand'ero ancora
piccolo e mio padre non ha tenuto neanche una sua foto. Così
non ricordo neppure che aspetto avesse." prese la mano della donna
anche con l'altra mano "Ricordo solo il calore del suo tocco, delle
sue mani gentili che mi accarezzavano il viso, che mi asciugavano le
lacrime, che mi stringevano al petto." portò la mano della
donna sulla sua guancia destra "E quel calore, è molto simile
a questo."
"Shinji..." fece la donna e per un attimo le sembrò
di riuscire a ricordare qualcosa...
"Sono tornata!" una voce dall'ingresso scosse entrambi dal
torpore tiepido che stava atraversando i loro corpi.
La presa di entrambi si sciolse e entrambi si girarono verso l'entrata.
La rossa entrò nella stanza e rimase sorpresa a notare che i
volti che la stavano osservando non erano quelli di Shinji e Misato.
"Dov'è Misato? E questa chi è?" chiese subito
aggredendo Shinji.
"Non le avevi detto che t'eri scordata la chiave?" rispose
di rimando Shinji.
"Certo, era una piccola bugia per costringerla a non uscire con
Kaji... ma tu, baka-Shinji, hai mandato a monte il mio piano perfetto!"
gli strillò contro.
"Asuka, smettila. Eppoi il tuo modo di fare è fin troppo
infantile."
La stava rimproverando al posto di scusarsi come faceva sempre, la cosa
stupì la rossa, che rimase un po' sorpresa dalla reazione di
Shinji "Anche tu sei solo un bambino, quindi non cercare di farmi
la paternale. Quando non vuoi fare una cosa ti metti a letto e fingi
di dormire, non ti vergogni del TUO comportamento infantile?" lui
sembrava non dare peso a quello che stava dicendo, quindi, visto che
non stava ottenendo i risultati desiderati, cambiò argomento
"E quella chi è?"
"Reiko-san, l'ho conosciuta alla base." ancora una volta la
donna s'alzò e fece un breve inchino.
"E io che credevo ti interessasse Ayanami." si mise a fissarla
"A dire la verità sembra proprio Ayanami fra vent'anni!
Hai davvero pessimi gusti in fatto di donne."
L'osservazione di Asuka lo sorprese.
Era proprio quello che aveva pensato lui.
Sembrava davvero Ayanami, come se fossero due sorelle o madre e figlia.
Quella somiglianza non poteva essere una coincidenza.
Lui lo sapeva nel profondo del suo cuore.
Si alzò, prese per mano la donna e si diresse verso l'ingresso.
"Io esco." disse di fretta.
"Dove stai andando a quest'ora?"
"Tu non mi dici mai dove vai, perché io dovrei dirlo a te?"
la rigazza rimase paralizzata di fronte al rinfacciamento di quel comportamento.
Shinji che si ribellava al posto di abbassare la testa e chiedere scusa.
Asuka sapeva che c'era qualcosa di strano.
Infatti era da un po' di tempo che Shinji le sembrava strano.
Le sembrava diverso.
Forse l'esperienza d'aver passato un mese all'interno dell'Eva l'aveva
cambiato.
Aveva lasciato qualche cicatrice emotiva sul suo sub-conscio.
"Shinji, stai bene?" chiese Asuka preoccupata.
"Mai stato meglio." disse il ragazzo sorridendo.
"Senti volevo sapere se..." non fece in tempo a dire, che
il ragazzo aveva già infilato le scarpe e aperto la porta.
"Ci vediamo più tardi." salutò, facendo cenno
alla donna di seguirlo ed entrambi uscirono di casa.
Asuka era così irritata per esser stata snobbata, che prese
a calci e pestoni il divano.
Poi chiamò il quartier generale, chiedendo di farsi passare Makoto
Hyouga.
"Asuka? Che c'e'? Stavo giusto per andarmene. Mi hai trovato per
un soffio" fece la voce composta del ragazzo.
"Ecco. Hai accesso ai terminali in questo momento?" chiese.
"Certo, perché me lo chiedi?"
"Senti, fai un controllo sul personale. Una certa Reiko."
"E chi sarebbe?" chiese, mentre trafficava sulla tastiera
della sua postazione.
"Dovrebbe essere un membro della NERV, visto che l'ho vista indossare
lo stesso completo che indossate voi. Sbrigati con questa ricerca."
"Ok. Vediamo. Risultano tre Reiko. Reiko Kamuri del Reparto Meccanico,
Reiko Shinguji della Sezione Informazioni e Reiko Oobata della Sezione
di Sviluppo Tecnologico."
"Quanti anni hanno? Sono in servizio al momento?" fece la
rossa.
"La prima ha 53 anni e al momento non è in servizio, la
seconda ne ha 25 e si trova in trasferta nella sede tedesca, la terza
ne ha 35 ed è in servizio al momento."
La ragazza pensò un po' sulle date e poi chiese "Puoi metterti
in contatto con lei, per sapere se effettivamente è a lavoro?"
"Certo. Ma non capisco questo tuo interesse." prese un altra
cornetta e compose il numero interno "Sezione di Sviluppo Tecnologico?
Qui è il Centro di Comando, vorrei sapere se si trova lì
la signorina Oobata."
"Certo, ora gliela passo." fece la voce di un uomo.
"Pronto?" era la voce di una donna.
"La signorina Oobata Reiko?" chiese Makoto.
"Sì."
"Questa era solo una chiamata per assicurarci della sua presenza.
Mi scusi se le ho fatto perdere tempo."
"Ah. D'accordo."
"Questo è quanto, Asuka." disse alla rossa, a fine
comunicazione "Ora se non hai altre richieste strane, ti saluto
e vado a riposarmi."
"Ah... no, nient'altro." e chiuse la comunicazione, chiedendosi
allora chi diavolo fosse la donna che Shinji aveva portato in casa loro.
Tsuzuku...
*shoji: i pannelli scorrevoli in carta di riso che vengono usati come
porte o finestre interne.